Dentro il Parco nazionale d'Abruzzo
Come è organizzato il più antico parco dell'Appennino e che cosa cambia per chi ci cammina dentro.

Il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise è uno dei più antichi d'Italia: nasce negli anni Venti del Novecento, in un'epoca in cui l'idea stessa di area protetta era nuova, e da allora è il riferimento per la conservazione dell'Appennino centrale. Il suo territorio si estende su tre regioni e comprende alcuni comuni dell'Alto Sangro, fra cui Barrea, Villetta Barrea, Civitella Alfedena e Opi.
Chi arriva pensa spesso a un confine unico dentro il quale valgono le stesse regole. Non è così. Il parco è diviso in zone con gradi di tutela diversi: le aree di riserva integrale, dove l'intervento umano è ridotto al minimo e l'accesso è consentito solo a piedi su sentieri segnati; le zone di riserva generale, dove sono ammesse attività compatibili; le zone di protezione, che comprendono i paesi e le aree coltivate; e una fascia esterna che fa da cuscinetto verso il territorio circostante. La stessa attività può essere permessa in una zona e vietata a poche centinaia di metri di distanza.
Le regole che valgono ovunque
Poche e chiare. Si resta sui sentieri segnati. Non si raccolgono piante, fiori, funghi e legna dove non è espressamente consentito. Non si dà da mangiare agli animali selvatici, mai, per nessun motivo: un orso o un lupo che associa le persone al cibo diventa un problema che si risolve quasi sempre a danno dell'animale. Il cane va tenuto al guinzaglio dove è ammesso e non entra affatto nelle zone a tutela maggiore. Non si accendono fuochi e non si campeggia fuori dalle aree previste. I rifiuti scendono a valle con chi li ha portati su.
Alcune valli hanno regole aggiuntive: accessi contingentati nei periodi di maggiore affluenza, chiusure stagionali legate alla riproduzione della fauna, obbligo di accompagnamento con guide su certi itinerari. Non sono capricci burocratici: sono lo strumento con cui una valle stretta e molto visitata riesce a restare abitabile per gli animali che ci vivono.
Dove si chiedono le informazioni
Ogni paese del parco ha un centro visite o un punto informativo, e sono i luoghi dove sapere che cosa è aperto davvero in quel momento: quale sentiero è percorribile, dove servono prenotazioni, quali aree sono chiuse. Gli orari cambiano fra estate e inverno e le informazioni aggiornate stanno sul sito dell'ente parco. Per questo non riportiamo qui recapiti e orari: sarebbero sbagliati nel giro di una stagione.
Che cosa si vede
Faggete che in alcuni casi sono riconosciute come foreste vetuste, praterie d'alta quota, valli strette scavate dall'acqua e i paesi in pietra che stanno dentro il perimetro. La fauna c'è ma non si esibisce: camosci, cervi, lupi, e l'orso bruno marsicano, la sottospecie che vive solo qui. Vederli è questione di ora del giorno, silenzio e fortuna, non di percorso. Chi arriva a mezzogiorno con un gruppo rumoroso vedrà un bel bosco, e va benissimo così.
Scheda della fotografia: Wikimedia Commons