Lupi, camosci e cervi dell'Appennino
Quali animali vivono davvero in queste valli, dove si osservano e con quale realismo.

L'Appennino centrale è uno dei pochi tratti d'Europa in cui grandi erbivori e grandi carnivori convivono senza essere stati reintrodotti da zero. Nelle valli fra Abruzzo, Lazio e Molise ci sono il lupo appenninico, il camoscio appenninico, il cervo, il capriolo e l'orso bruno marsicano. Alcuni sono relativamente facili da vedere, altri praticamente no, e conviene saperlo prima di partire.
Il camoscio appenninico è la specie simbolo della zona: vive sulle praterie d'alta quota e sulle pareti, ed è arrivato vicinissimo all'estinzione prima che i piani di conservazione lo riportassero su più massicci. Si osserva in quota, con un binocolo, nelle valli interne del Parco nazionale.
Il cervo è la specie più visibile in assoluto. Scende sui prati ai margini dei paesi all'alba e al tramonto, e in autunno il bramito dei maschi si sente dal fondovalle: è il periodo in cui arrivano più osservatori, ed è anche quello in cui è più importante non avvicinarsi.
Il lupo c'è e si muove su territori vastissimi. Vederlo è questione di fortuna, non di itinerario: la maggior parte di chi frequenta queste montagne da anni lo ha incontrato poche volte. Molto più comune è trovarne le tracce sulla neve.
Come si guarda un animale selvatico
Presto la mattina o nell'ultima ora di luce, in silenzio, fermi. Con un binocolo, non con il telefono. Restando sui sentieri, con il cane al guinzaglio dove è consentito portarlo, senza inseguire e senza chiamare. Non si dà da mangiare a nessun animale, mai: un animale che associa le persone al cibo si avvicina ai paesi, e quella è la strada che porta agli incidenti.
Le aree faunistiche dei paesi del Parco, in particolare a Civitella Alfedena, permettono di vedere da vicino animali che in natura non si lasciano avvicinare. Non è la stessa cosa dell'osservazione in libertà, ma è il modo onesto di mostrare un lupo a un bambino senza disturbare un branco.
Che cosa aspettarsi davvero
La risposta sincera è: un bosco, dei rapaci, molte tracce e forse un cervo. Chi parte sapendolo torna contento. Chi parte convinto di fotografare un lupo torna deluso da una delle montagne meglio conservate d'Italia, il che sarebbe un peccato.
Scheda della fotografia: Wikimedia Commons