La Transiberiana d'Italia
Che cos'è davvero la Sulmona–Isernia: una ferrovia di montagna sopravvissuta come treno storico.

Il soprannome è recente e giornalistico, la ferrovia no. La linea Sulmona–Isernia fu costruita fra Otto e Novecento per collegare l'Abruzzo interno al Molise attraversando la montagna invece di aggirarla: binario unico, nessuna elettrificazione, gallerie, viadotti e un tracciato che sale fino a una delle quote più alte raggiunte da una ferrovia italiana. Da lì il paragone con la Transiberiana, che riguarda il paesaggio e la lentezza, non la lunghezza.
Il percorso tocca il versante della Majella, attraversa l'Altopiano delle Cinque Miglia e scende verso il Molise passando accanto ai paesi dell'Alto Sangro e dell'Alto Molise. Le stazioni sono piccole, spesso lontane dall'abitato che portano nel nome, costruite dove passava la linea e non dove stava la gente.
Perché il servizio ordinario è finito
Il traffico regolare passeggeri è stato sospeso per i costi di esercizio e per il numero basso di viaggiatori: una linea di montagna a binario unico richiede manutenzione continua e rende poco quando i paesi che serve si sono spopolati. Per qualche anno la ferrovia è rimasta senza corse.
Il ritorno è avvenuto in un'altra forma. La linea è stata inserita fra le ferrovie turistiche da recuperare e ha ripreso a ospitare treni storici, composti da carrozze d'epoca e trainati in alcune occasioni da locomotive a vapore. Sono corse in giornate stabilite, legate a eventi, mercatini e stagioni, non un orario continuo.
Che cosa deve verificare chi vuole salirci
Questa è la parte che conta, ed è anche quella che cambia ogni anno. Le date, i punti di partenza, il senso di marcia e le fermate dipendono dalla programmazione della stagione in corso e vengono pubblicati da chi organizza i convogli. I posti sono limitati e le corse più richieste si esauriscono in anticipo; salire alla stazione sperando di trovare posto non funziona.
Chi si aspetta un mezzo di trasporto resterà deluso: la Transiberiana non collega i paesi con una frequenza utile a spostarsi. Chi cerca un viaggio, invece, trova esattamente quello che promette — un treno lento in una valle che dall'automobile non si vede, e stazioni in cui il tempo si è fermato non per modo di dire.
La linea vista da terra
Anche senza treno il tracciato resta visibile e frequentabile: caselli, ponti e stazioni minori sono diventati punti di riferimento per chi cammina o pedala in zona, e alcune stazioni ospitano iniziative dei paesi. È il modo più economico per capire che cosa significasse costruire una ferrovia qui: guardare da vicino un viadotto in pietra appoggiato a un fianco di montagna e contare quanto poco spazio c'era per farlo passare.
Scheda della fotografia: Wikimedia Commons