Come si legge il bollettino valanghe
I cinque gradi di pericolo non sono un semaforo: dicono dove non andare, non se uscire.

Il bollettino valanghe è una previsione, non un divieto. Usa una scala europea comune che va da 1 a 5 — debole, moderato, marcato, forte, molto forte — e la stessa scala vale in tutto l'arco alpino e appenninico. L'errore più diffuso è leggere solo il numero e trattarlo come un semaforo: verde si esce, rosso si resta a casa. Il numero da solo non dice quasi nulla.
Quello che conta sta sotto: il bollettino indica dove si concentra il problema — a quali quote, su quali esposizioni (nord, nord-est, est e via dicendo) e su quali pendenze — e quale tipo di instabilità è in gioco. Un grado 3 su versanti nord sopra i duemila metri e un grado 3 diffuso a tutte le quote descrivono due giornate completamente diverse, anche se il numero è lo stesso.
I problemi tipici
Il bollettino nomina il problema valanghivo: neve fresca, lastroni da vento, neve bagnata, strati deboli persistenti, slittamenti di neve. Ciascuno si comporta in modo diverso. La neve fresca si assesta in qualche giorno; i lastroni da vento si formano sottovento ai crinali e nelle conche, e sono la trappola classica di chi cammina su un altopiano ventoso; la neve bagnata è un problema del pomeriggio e della primavera, non del mattino; gli strati deboli persistenti sono i più insidiosi, perché possono restare instabili per settimane sotto una superficie che sembra solida.
Tre numeri da tenere a mente
Il grado di pericolo non cresce in modo lineare: fra 2 e 3 il salto è grande, e la maggioranza degli incidenti con travolti avviene proprio con grado 3.
La pendenza è il fattore decisivo: le valanghe di lastrone partono in genere su pendii attorno ai 30 gradi e oltre. Un pendio si può valutare con una mappa delle pendenze prima di partire, non a occhio sul posto, perché a occhio si sbaglia quasi sempre per difetto.
L'esposizione dice da che parte guarda il versante. Se il bollettino segnala i settori nord, significa che lo stesso itinerario può essere ragionevole su un fianco e pericoloso sull'altro, a poche centinaia di metri.
Prima di uscire
Il bollettino si legge il giorno stesso, non il giorno prima, e vale per una zona ampia: non descrive il singolo pendio. Serve a scegliere l'itinerario, non a giustificarlo. Chi va su terreno ripido o non battuto porta ARTVA, pala e sonda, sa usarli e va con qualcuno che sa usarli. Chi non ha questa attrezzatura e questa formazione resta su percorsi pianeggianti e frequentati, oppure va con una guida.
In caso di incidente il numero è il 112, e per il soccorso sanitario e in montagna il 118. Il tempo utile per chi è sepolto si misura in minuti, ed è la ragione per cui l'autosoccorso del gruppo conta più di qualunque chiamata.
Scheda della fotografia: Wikimedia Commons