Perché qui nevica così tanto
La combinazione di quota, posizione e venti che rende l'Alto Sangro una delle zone più nevose d'Italia.

Roccaraso, Rivisondoli e, poco più in là, Capracotta compaiono regolarmente nelle cronache invernali per nevicate di misura insolita per l'Italia. Non è un caso né una leggenda locale: dipende da tre fattori che qui capitano insieme.
Il primo è la quota. I paesi stanno sopra i mille metri e i versanti salgono di parecchie centinaia di metri ancora. Alla quota degli abitati la temperatura invernale resta spesso sotto zero per settimane, il che significa che la neve caduta non si trasforma in pioggia a metà nevicata e non fonde fra un episodio e l'altro: si accumula.
Il secondo è la posizione. Questo tratto di Appennino sta vicino all'Adriatico ma dietro il crinale principale, in una conca aperta verso est. Quando l'aria fredda continentale arriva da nord-est attraversa il mare, si carica di umidità e poi trova una barriera montuosa che la costringe a salire. L'aria che sale si raffredda, l'umidità condensa, e scarica proprio sul primo rilievo che incontra. È lo stesso meccanismo che rende nevose le sponde sottovento dei grandi laghi: nevicate lunghe, persistenti e concentrate su una fascia stretta di territorio.
Il terzo è il vento. L'altopiano è aperto e il vento lavora la neve caduta: la sposta, la rideposita nelle conche e dietro gli ostacoli, e crea accumuli molto più alti della neve effettivamente caduta. È il motivo per cui certe fotografie mostrano muri di neve a bordo strada mentre un campo poco distante ha un manto molto più sottile, ed è anche il motivo per cui la statale può richiudersi poche ore dopo essere stata liberata.
Che cosa cambia per chi viene
Che la neve, qui, non è un evento ma una condizione. D'inverno si parte con pneumatici invernali o catene a bordo nei periodi in cui è obbligatorio, si controlla la viabilità prima di mettersi in strada e si mette in conto che gli orari possano saltare. E fra il fondovalle e l'altopiano ci sono spesso diversi gradi di differenza: si arriva sotto la pioggia e si trova la tormenta.
E il cambiamento climatico
Le stagioni sono diventate più irregolari: annate con poca neve si alternano a inverni con episodi molto intensi, e la quota alla quale la precipitazione resta nevosa tende a salire. Le due cose non si contraddicono — un'atmosfera più calda mette più umidità in gioco, e quando l'aria fredda arriva davvero la nevicata può essere più abbondante di prima. La differenza è che diventa meno prevedibile, e questo pesa su chi con la neve ci lavora.
Scheda della fotografia: Wikimedia Commons