Castel di Sangro, come è fatta
Non solo la porta della valle: la città che fornisce servizi, strade e lavoro a tutto l'Alto Sangro.

Chi arriva in Alto Sangro tende a considerare Castel di Sangro un luogo di passaggio verso gli impianti o verso il Parco. Per chi ci vive è l'esatto contrario: è il centro di servizi da cui dipende tutta la valle. Ospedale, scuole superiori, uffici pubblici, commercio, distributori e collegamenti sono qui. Nei paesi attorno, che d'inverno contano poche centinaia di residenti, quasi ogni giorno qualcuno scende a Castel di Sangro per una ragione o per l'altra.
La posizione non è casuale. La città sta dove la valle del Sangro si apre verso il Molise e dove la statale 17, che scende dall'Altopiano delle Cinque Miglia, incontra la direttrice del fondovalle verso la costa adriatica. È un incrocio che conta da molto prima dell'automobile: qui c'era un insediamento sannita, poi un centro romano, poi il borgo medievale arroccato sulla rupe con la chiesa in alto e l'abitato che scende.
Le due città sovrapposte
Castel di Sangro ha un centro storico sul colle e una città moderna in piano. La ragione è la guerra: il paese fu quasi completamente distrutto durante il passaggio del fronte nell'inverno fra il 1943 e il 1944, quando la linea difensiva tedesca attraversava proprio questa valle. La ricostruzione ha prodotto il tessuto regolare del fondovalle, mentre in alto restano la basilica, i resti della fortificazione e le vie antiche.
Questo spiega anche l'aspetto che spiazza molti visitatori: una città che a prima vista sembra recente e ordinaria, con sopra un borgo antico che va cercato a piedi.
Lo sport e il resto
Castel di Sangro è conosciuta fuori dall'Abruzzo soprattutto per il calcio: prima per la squadra locale che negli anni Novanta arrivò fra i professionisti, poi per le strutture sportive in quota usate come sede di ritiri estivi da club di vertice. È diventata una parte reale dell'economia cittadina, con un flusso di presenze che arriva in un periodo diverso da quello degli sciatori.
Come la si usa
Come base, se si viene fuori stagione: è il centro della valle in cui i servizi funzionano tutto l'anno e in cui si trovano alberghi, ristoranti e negozi aperti anche a novembre. Da qui si sale a Roccaraso e Rivisondoli in pochi chilometri di strada, si entra nel Parco verso Barrea e si scende in Molise verso Isernia. Per gli orari dei collegamenti su gomma e per lo stato della ferrovia conviene consultare direttamente i gestori del servizio: cambiano spesso.
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